Guido Penta, IT Recruiter Adecco per Giada's Project

IT Recruiting e soft skill – Intervista a Guido Penta di Adecco

Ciao Guido, grazie per il tuo tempo e la tua disponibilità. Mi piacerebbe sapere quale percorso si cela dietro – per riprendere le parole della tua headline su LinkedIn – all’Amichevole IT Recruiter di quartiere di Adecco che sei oggi.

Ciao Giada, grazie a te! Il mio percorso non è decisamente lineare: dopo quasi 10 anni in una grande azienda in ambito Customer Care, ho deciso di approfondire il settore nel quale sono ora, ovvero il mondo delle Umane Risorse (citando il buon Osvaldo Danzi) ed in particolare del recruiting in ambito IT. Nel corso degli anni sono cresciuto professionalmente, passando dall’essere un Customer Care Manager fino a Head of HR in una azienda di ingegneria. Attualmente, in Adecco, ricopro il ruolo di Recruiting Consultant nella nostra divisione Digital & Technologies di Roma.

Guido Penta, IT Recruiter Adecco per Giada's Project
Guido Penta, IT Recruiter Adecco per Giada’s Project

Da dove nasce il tuo interesse per il mondo delle HR?

E’ una “spinta” che ho sentito sin dal percorso universitario, in qualche modo: dopo la Laurea in Scienze della Comunicazione ho seguito un master in CSR & Management, con una tesi sulla SA 8000. L’etica del lavoro ed i temi affini hanno sempre avuto un importante ruolo nel mio percorso professionale, e spinto da questi valori la scelta di lavorare nelle HR è stata naturale.

Cosa ti ha spinto a specializzarti nel settore IT, ambito tra i più sfidanti e nel quale c’è una forte concorrenza?

Sarò onesto, da un lato un pò di sano “egoismo” professionale (o potremmo anche chiamarla lungimiranza) perché il settore IT in questo momento è pieno di opportunità che di sicuro nei prossimi anni non si esauriranno, anzi. Inoltre, la tecnologia e l’innovazione sono sempre state cose che mi hanno affascinato sin da ragazzino (ed anche la mia fortissima anima nerd da gamer ha spinto naturalmente per il settore).

Come hai visto cambiare il mondo e il mercato del lavoro in questi ultimi due anni segnati dal Covid?

Il cambio è stato radicale. Con il lockdown, i distanziamenti, le nuove regole sanitarie e logistiche le aziende, i professionisti e tutti i vari stakeholder hanno necessariamente dovuto attivare delle nuove strategie lavorative (il lavoro da remoto, per dirne una). Una novità per tantissime realtà imprenditoriali che secondo me è inevitabile, e mi dispiace che molte aziende stiano tornando “indietro” pur essendoci numeri, report e statistiche che indicano inequivocabilmente che il lavoro da remoto non intacca la produttività, anzi!

A tuo parere quanto contano le soft skill in un processo di selezione?

Ultimamente ho molto rivalutato le soft skills, sarò onesto. Tempo addietro le reputavo competenze “copia-incolla” che chiunque scriveva nel proprio CV senza un minimo di raziocinio o riflessione. Ho invece imparato che sono fondamentali. Proprio nel mio settore ad esempio, quello IT, dove si ragiona sempre e solo in termini di competenze “hard” (linguaggi di programmazione, framework, metodologie e poco altro) le soft skill fanno davvero la differenza durante il colloquio, sia conoscitivo che tecnico. La capacità di lavorare in un team totalmente da remoto, magari sparso in tutta Italia, il saper comunicare, il saper trasferire le proprie competenze magari ad un profilo junior, saper negoziare il proprio compenso sono competenze fondamentali in un settore estremamente competitivo.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe affacciarsi (o si è appena affacciato) al mondo delle Risorse Umane?

Sicuramente la formazione, sia teorica che pratica (magari con un Master in ambito HR o verticale sul recruiting). Questo lavoro è estremamente sfaccettato e bisogna avere solide basi (gestire i colloqui, i candidati, i clienti, il team, la burocrazia, le contrattazioni economiche, etc).

Inoltre, creare un network è fondamentale! Costruire relazioni, imparare da chi fa questo lavoro da tanto, creare una propria credibilità online, ad esempio su Linkedin.

In ultimo, non per importanza, accettare il fallimento. Un candidato che rifiuta un’offerta, che fa ghosting, l’azienda cliente che dopo mesi di lavoro chiude la posizione e così via. Lavorare con un “sano distacco” emotivo aiuta a non demotivarsi.

Nel tempo libero a cosa ti dedichi? Da cosa ti lasci ispirare?

Tempo libero? Cos’è? Ho due bimbi piccoli, ne ho davvero pochissimo! In quelle poche ore che ho a disposizione ho hobbies abbastanza “standard”: libri, serie tv e qualche videogame (da mobile, le TV sono tutte sempre “occupate” ). Da Luglio, una volta al mese, di sera siamo live su Twitch assieme ad altri colleghi/e di altre aziende e developer e parliamo di lavoro nel settore IT e molto altro. Lo possiamo considerare un hobby? 😊

Quali pensi saranno le sfide che i professionisti del settore HR dovranno affrontare nel prossimo futuro?

A mio avviso la sfida più grande non è tanto nella ricerca delle persone ma nella cosiddetta retention: soprattutto i profili tecnici hanno accesso ad una marea di offerte di lavoro come mai prima d’ora, c’è quindi l’imbarazzo della scelta.

Una employee experience seria, strutturata ed ingaggiante secondo me è la sfida più grande per le aziende: capire come trattenere i talenti, andando oltre la mera retribuzione e tenere vivo “l’amore” per la propria azienda.

Angelo Rillo aka Il Candidato Ideale per GIada's Project - Interviste agli esperti delle HR e non solo

Tutta la scomoda verità sul mondo del lavoro – Intervista a Angelo (Il Candidato Ideale) Rillo

Ciao Angelo (il Candidato Ideale). Grazie per la tua disponibilità. Ti confesso che godi di tutta la mia stima e che ti seguo da tempo, ancor prima di diventare HR (e comunque ti seguo lo stesso 😊 cercando di fare tesoro dei tuoi insegnamenti e, nel mio piccolo, di essere un HR migliore di alcuni con cui ho avuto a che fare in passato). Ci racconti qualcosa in più su di te?

Ciao Giada prima di tutto ti ringrazio per avermi contattato. È sempre un piacere confrontarmi con una professionista delle risorse umane!

Devo raccontarti qualcosa in più di me?

Guarda in realtà sono un ragazzo normalissimo 😀 nonostante sia riuscito a creare un piccolo alone di mistero intorno al personaggio “Il Candidato Ideale”, la verità è che sono il tipico ragazzo del sud Italia. Ho lasciato casa a 19 anni per fare l’università al nord, mi sono laureato in e poi ho dovuto affrontare il mondo del lavoro come tutti.

Non è stato affatto facile, ma in fondo lo è per qualcuno?

Al momento, curo la comunicazione per una società di consulenza e nei ritagli di tempo porto avanti il mio piccolo progetto “Il Candidato Ideale”.

Angelo Rillo Il Candidato Ideale per Giada's Project
Angelo Rillo aka Il Candidato Ideale per Giada’s Project – Interviste agli esperti delle HR e non solo

Da dove è nato l’interesse per il copywriting e per la creazione di contenuti?

Bella domanda.

Ma devo farti una premessa: ho iniziato a scrivere come soluzione “terapeutica”. Ho avuto un momento che potremmo definire di “depressione” / “smarrimento” qualche anno fa, ed una terapista mi consigliò di scrivere un diario e di fare degli esercizi di scrittura tutti i giorni. Funzionò. Stavo meglio.

Sapevo che la scrittura era un’arma potente, ma non sapevo come usarla.

Poi durante un master online in digital marketing ho incontrato ufficialmente il “copywriting”. Fu amore a prima vista, volevo saperne sempre di più e mi piaceva tantissimo.

Per quanto riguarda la creazione di contenuti è una cosa che ho sempre fatto. Alle scuole superiori ero il nerd che creava schemi, mappe mentali, riassunti, e tutti volevamo farsi le fotocopie dei miei appunti – ma io ero stronzo e mi facevo sempre offrire la pizza, la bibita e il caffè.

Quindi per farla breve, quando ho scoperto il “copywriting” è stato naturale mettere tutto insieme. Avevo finalmente trovato il “filo rosso”.

Condividi qualcosa che in pochi realmente vogliono dare: la verità. Quanto costa farlo?

Parlare di verità in realtà NON è difficile.

Molti NON lo fanno perché hanno paura delle conseguenze dell’esporsi. E li capisco.

Infatti “Il Candidato Ideale” è nato proprio per questo, per raccontare le verità scomode sul mondo del lavoro che nessuno ha il coraggio di dire.

Nella mia visione iniziare “Il Candidato Ideale” doveva essere semplicemente un MEZZO.

Volevo creare una community dove tutti potessero raccontare il marcio dietro colloqui di lavoro, aziende, etc. per rendere le PERSONE (e soprattutto i neolaureati) più CONSAPEVOLI.

Per fortuna ultimamente c’è molta più consapevolezza rispetto a questi temi, e ci sono tanti divulgatori (HR professionisti) molto più bravi di me che lo fanno quotidianamente.

Ecco, l’importante è che se ne parli. Sono contento che di dare il mio piccolo contributo alla causa.

Qual è stata la più grande scottatura che ti ha ‘regalato’ il mondo del lavoro?

La differenza abissale tra “aspettative” e “realtà”.

E in particolare le retribuzioni economiche che il mercato italiano offre.

In Italia gli stipendi sono TROPPO BASSI. Io ero uno di quelli che pensava che “studiando e laureandosi con un bel volto” avrebbe guadagnato “tanto”. Mi sbagliavo 😀

Sto ancora cercando di risolvere questo REBUS! E proprio perché l’argomento SOLDI in Italia è ancora un tabù andrebbe esasperato. Ecco mi hai dato un’idea per i miei prossimi articoli! Parlerò di soldi. Grazie.

Ma il Candidato Ideale (oltre a te) esiste davvero?

Una volta ho letto un post su LinkedIn che mi colpì molto (purtroppo non ricordo l’autore), era una cosa del tipo: “Se il candidato che cercate avesse realmente tutti i requisiti dell’annuncio di lavoro, l’azienda NON se lo potrebbe permettere”.

Il Candidato Ideale NON esiste, e soprattutto NON serve.

Servono persone in gamba, curiose, e che vogliano dare un impatto positivo nel mondo. Questo serve oggi.

Di questi tempi il lavoro si trova, si crea o si attrae? Secondo te LinkedIn e affini che ruolo hanno in tutto questo?

Al giorno d’oggi trovare lavoro è diventato più complicato rispetto a prima. Sono cambiate le regole del gioco. La competizione è aumentata. Quando un mercato “evolve” diventa sempre più difficile “emergere” e per farlo è necessario “differenziarsi”. Quindi per rispondere alla tua domanda, si portano avanti tutte e 3 le strategie che hai citato.

  • Il lavoro si trova? Sì, presentandosi alle aziende giuste e con le competenze adatte. Facendo una selezione maniacale delle aziende che ci interessano, ed evitando la pesca a strascico.
  • Il lavoro si crea? Sì, nel modo in cui stai facendo tu ad esempio (hai aperto il tuo blog, la tua pagina IG – guarda che ti ho stalkerata eh – che potrebbero diventare in futuro una fonte di reddito importante). Vedi l’esempio della grande Fabiana Andreani.
  • Il lavoro si attrae? Sì, comunicando la propria professionalità tutti i giorni, conoscendo persone nuove e facendo networking. Nel mondo del lavoro contano le “conoscenze” ed oggi abbiamo gli strumenti per crearcele.

Vanno portate avanti tutte e 3 le strade (anche perché una non esclude l’altra).

Concludo con una nota su LinkedIn.

LinkedIn per ALCUNI SETTORI (comunicazione, marketing, risorse umane, etc.) è la svolta. Credo tantissimo nel valore di questa piattaforma.

Io dal mio studio, GRATUITAMENTE sono riuscito a costruire una rete di contatti importante, a confrontarmi con tanti professionisti, e ad aumentare le mie competenze.

Senza LinkedIn come avrei fatto? Personalmente dubito che esista una soluzione migliore al momento per emergere come professionista.

Da cosa ti lasci ispirare nella creazione dei tuoi contenuti? (non che il mondo e il mercato del lavoro là fuori non siano sufficientemente interessanti).

Ti condivido il consiglio più prezioso di scrittura che ho ricevuto dal mio mentore.

Ritagliati circa 30 minuti al giorno per leggere LIBRI che non riguardano il copywriting. Considera questa attività parte della tua giornata lavorativa”.

Ti contestualizzo questa frase:

Per imparare a scrivere e creare contenuti NON devi leggere e studiare SOLO libri tecnici. Molte persone sono ossessionate dal voler legger tutti i libri sul copywriting prima di iniziare a scrivere, invece NON funziona così.

Tutte le mie idee di contenuti arrivano al di fuori dei libri di copywriting.

In genere, prendo spunto da conversazioni con persone in carne ed ossa (dicasi MONDO REALE) ma non ho un vero metodo strutturato.

Devo dirti la verità, personalmente mi sento molto portato per la creazione di contenuti, sono più le cose che ho in testa che quelle che riesco a scrivere.

Un consiglio BONUS però voglio lasciartelo:

Un esercizio che faccio sempre è quello di analizzare i post di creator in gamba cercando di capire il “perché” dietro i loro contenuti. Perché hanno scritto quel titolo? Perché hanno usato quell’immagine? Che emozione hanno provato a suscitare nel lettore? Quali argomentazioni hanno usato? Etc.

Insomma fare “reverse engineering” dei contenuti di valore degli altri è un buon esercizio.

Oltre al mondo del lavoro italiano, hai avuto modo di sperimentare anche quello di qualche altro paese estero? Se sì, come ti è sembrato?

Ni, e adesso mi spiego.

Ho fatto 2 esperienze lavorative all’estero:

  1. A 25 anni, ho fatto un anno sabbatico (tra triennale e specialistica) come lavapiatti in UK. Questa esperienza non è correlabile con quello che faccio attualmente. Sono settori troppo diversi, ed eravamo pre-Brexit e pre-Covid. Posso dirti però che in UK c’era la paga minima sindacale che garantisce dignità a tutti i lavoratori. E questa cosa mi piaceva un sacco, il cosiddetto SALARIO MINIMO.
  2. A 28 anni invece, ho lavorato in Francia per la mia tesi sperimentale in un centro di ricerca. Anche lì, la cosa che mi colpì molto fu che dal venerdì pomeriggio NON c’era più nessuno nel centro di ricerca (tranne me ovviamente) e che il lavoro era molto focalizzato sul raggiungimento degli obiettivi. Mentre qui in Italia ti contano le ore che lavori, ho detto tutto.

Però ti ripeto, sono state 2 esperienze singole e molto lontane dal mio contesto di lavoro e settore attuale, e non me la sento di darti un’opinione definitiva!

Tuttavia, se si lavorasse PER OBIETTIVI nelle aziende e ci fosse un SALARIO MINIMO GARANTITO credo che avremmo risolto molti dei problemi attuali.

Resta evidente che il mondo del lavoro in Italia sta affrontando un momento di criticità mai vista. È sotto gli occhi di tutti. Spero che le cose cambieranno in futuro.

Nel tempo libero, che cosa fa il Candidato Ideale?

Mi piace molto passeggiare e/o correre nella natura ascoltando podcast, o musica.

Lavorando sempre al PC, mi impongo di fare almeno 1 ora, 2 ore al giorno all’aria aperta.

Ultimamente con la possibilità di lavorare da remoto sto riscoprendo la tranquillità del paesino e della campagna.

Come tutti, sto cercando di lavorare sul mio nuovo equilibrio vita-lavoro perché questi anni sono stati duri per tutti 😀

P.S. E ovviamente nel tempo libero lavoro sul mio progetto “Il Candidato Ideale”.

Grazie dell’intervista Giada, alla prossima! Ci vediamo su LinkedIn 😀

Grazie mille a te Angelo (il Candidato Ideale) per gli spunti interessanti. Se vuoi provare un po’ di aria di campagna e paesini in FVG ce ne sono molti, posso consigliartene qualcuno. Ci vediamo certamente su LinkedIn.

Alla prossima

Giada (‘s Project)

serpente con topo in bocca

Come non farti mangiare dal mondo del lavoro

Sei alla ricerca di un lavoro oppure vorresti cambiare quello attuale? Vorresti dare una svolta alla tua carriera professionale in questo 2022? Inviare il tuo CV a chiunque come una mitraglia non è la migliore delle idee. Sì, certamente qualche risposta può arrivare, ma spesso finiscono per non essere allineate con quello che vorresti.

Non ho tutte le risposte e, probabilmente, nessuno le avrà mai. Vorrei solo condividere con te qualche attività da fare per migliorare la tua ricerca, agevolare il tuo percorso verso la prossima tappa lavorativa senza farti mangiare dal mercato e dal mondo del lavoro.

Allora partiamo!

Tieni aggiornato il tuo CV

Essere sul pezzo è importante. Quando ti candidi a un’offerta di lavoro o invii il tuo CV, fai attenzione al tuo curriculum. È essenziale che sia aggiornato all’ultima esperienza significativa. Evita di inviare una copia del 2017, perché da allora magari non ha più cambiato lavoro e hai lavorato sempre all’interno della stessa realtà, oppure con errori, un indirizzo sbagliato, il tuo numero di telefono vecchio oppure senza l’ultimo corso fatto. Potresti perdere un’opportunità. Qui trovi qualche suggerimento da cui prendere spunto per la scrittura del tuo CV.

Formati e resta aggiornato

Approfitta del tempo che hai a disposizione non soltanto inviando candidature, ma anche per formarti ed aumentare le tue conoscenze e competenze. Esistono moltissime piattaforme free e a pagamento per approfondire diverse tematiche. Qualche esempio? Coursera, Learnn, Carriere.it, Udemy, i corsi offerti da Google… Da un lato ti tieni aggiornato, dall’altro mostri voglia di fare ai selezionatori, qualità molto apprezzata.

Networking per trovare lavoro e non solo

Molte volte il lavoro (dicasi lo stesso per stage e tirocini) si trova tramite passaparola o grazie alle condivisioni di un post di qualcun altro. Cura la tua rete di relazioni, sia online e social es. LinkedIn, che offline. Potresti trovare l’occasione che fa al caso tuo, scoprire l’azienda giusta per te, leggere una notizia curiosa o venir a conoscenza di un’attività, evento, seminario da non perdere.

Capisci che lavoro vuoi fare e muoviti di conseguenza

Non sparare nel mucchio. Inutile candidarsi a un’offerta disallineata per mansione o località. Perderesti tempo tu e faresti perdere tempo a chi riceve la tua candidatura. Cerca invece di focalizzarti su quello che ti piace e che desidereresti fare da qui ai prossimi anni. Se non trovi offerte in quell’ambito, invia delle candidature spontanee, possibilmente corredate da una lettera motivazionale o di presentazione. Cosa scriverci dentro? Chi sei, cosa sai fare, perché ti candidi, cosa ti differenzia e cosa porteresti all’azienda se scegliessero te.

Attiva i job alert

Sfrutta i job alert per ricevere le ultime offerte collegate ad una data keyword o area geografica, restando così sempre aggiornato. Indeed, Linkedin e moltissime altre piattaforme lo fanno.

Segui le pagine delle aziende di tuo interesse

Sei interessato ad una data azienda o settore? Potrebbe essere una buonissima idea seguire le pagine social dedicate, sia per essere aggiornato sulle ultime novità, ma anche perché, molte volte, tra le varie notizie, ci sono anche post collegati a ricerche di lavoro attive, partecipazioni a fiere del lavoro e altro. Oltre a seguire i profili social, anche l’iscrizione alle newsletter è un’ottima idea.

Hai qualche altro consiglio?

Buona fortuna, buona ricerca e buon anno!

Alla prossima.

punti di domanda

Come scrivere un CV: attenzione a questi 5 punti

Scrivere il proprio CV non è sempre una passeggiata. A volte non sappiamo cosa dire, altre volte abbiamo fin troppo da scrivere e, se lo spazio finisce, è un problema. Tutte le esperienze sono importanti o solo alcune? Su quali competenze focalizzarsi? Le domande in merito al tema CV sono infinite.

Oggi vorrei focalizzare l’attenzione su 5 punti critici da tenere in considerazione quando ci si accinge a scrivere il proprio CV o anche solo ad aggiornarlo o aggiustarlo.

Pronto/a? Andiamo!

1. Il tuo CV è chiaro e facilmente leggibile?

Usa un carattere semplice e professionale, evita cose troppo azzardate (magari se sei grafico o in altri lavori viene apprezzata la creatività e conta molto di più il portfolio del CV, in altri casi invece è meglio optare per un font neutro e pulito). Occhio anche alla grafica, soprattutto ora che si tende spesso a personalizzare il proprio CV con Canva e strumenti simili, fai attenzione ai colori utilizzati, ai contrasti (es. scrivere in rosso su uno sfondo verde non è proprio la migliore delle idee), alla struttura nel suo complesso, se troppo complicata o ricca di dettagli appesantisce il tutto e rende più difficile la comprensione. Ricordati che il troppo stroppia e affatica.

2. Occhio ai refusi

Errare è umano, ci mancherebbe. Però è sempre meglio rileggere il proprio CV prima di inviarlo o caricarlo su qualche piattaforma. Affermare di essere attento/a ai dettagli e lasciare vari refusi lungo il testo non gioca a tuo vantaggio. Purtroppo spesso l’occhio cade proprio sullo sbaglio o sulla mancanza.

Ti consiglio quindi di rileggerlo, magari dopo esserti staccato dallo schermo per un po’ oppure stampandone una copia. Se puoi, fallo leggere a una persona esterna che non l’ha mai visto, certamente ai suoi occhi appariranno cose non più visibili ai tuoi, ormai assuefatti.

3. Rinomina il tuo CV in modo semplice e chiaro

MioCV, ultima modifica, file 0001, copia di copia cv mio, ecc. possono essere parlanti per noi, per chi riceve un file del genere un po’ meno. Mantieni le cose semplici ed evita di creare confusione: rinomina il file in un modo chiaro, per evitare fraintendimenti. Qualche esempio? CV Nome Cognome, Curriculum Vitae Nome Cognome, CV N. Cognome.

4. Inserisci una foto professionale

La foto nel CV non è obbligatoria anche se è data per scontata e spesso viene richiesta. Una immagine del candidato/a aiuta la memoria visiva, è molto più facile infatti ricordarsi di un volto o associare un profilo a una foto. Attenzione però a che foto usi. Pensa sempre che deve rappresentare il/la professionista che sei. Quindi duck face, foto alla sagra della birra, con occhiali da sole, sfondi ambigui, teste mozzate è meglio usarli altrove e non sul CV.

5. Sii breve. Il CV non è la tua autobiografia.

Evita i muri di testo, non stai scrivendo il libro della tua vita o la Divina Commedia 4.0. Sii sintetico/a, focalizzati sui dettagli principali, senza diventare prolisso/a. A nessuno piacciono i CV di 12 pagine e si corre il rischio di perdere dati invece essenziali. Aiutati con elenchi puntati e magari evidenzia i termini chiave.

Di consigli ce ne potrebbero essere ancora tanti, ma non è mia intenzione annoiarti troppo. Avendo fatto alcuni di questi e altri errori e trovandomi a fare uno screening dei CV, vorrei solo condividere la mia esperienza con te, sperando ti torni utile.

Hai altri suggerimenti per un CV efficace?

Fammi sapere la tua esperienza ed eventualmente contattami per un CV check.