Giuseppe-Malandrino-per-Giada' s-Project-Interviste HR e non solo

Ironia, empatia e personal branding – Intervista a Giuseppe Malandrino di Diversey

La prima intervista di Giada’s project – Intervisti a professionisti ed esperti delle HR e non solo – ha come protagonista Giuseppe Malandrino, Senior Recruiter – RPO EMEA Diversey.

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Senza dilungarmi troppo, direi di partire e lasciare direttamente la parola a Giuseppe.

1. Ciao Giuseppe, innanzitutto grazie per la disponibilità e complimenti per la tua carriera. Virgin Active, Amazon, Gi Group, fino ad arrivare a Korn Ferry sono solo alcune delle esperienze professionali che hai avuto. Come si suol dire: tanta roba! Ci racconti qualcosa in più sulla tua storia, da dove sei partito, come sei cresciuto e dove sei oggi.

GM: Lette così sembro uno importante – da fuori le cose fanno sempre un altro effetto immagino… Però grazie! Vediamo, sono nato, cresciuto e partito da Bolzano, città che grazie al suo bilinguismo mi ha insegnato la fortuna della diversità ed il rispetto delle regole.

Ho poi girato parecchio: Firenze, Prato, Grosseto, Milano e Torino sono le principali città dove ho vissuto. In qualcuna per studio, altre per sport (ho giocato a calcio a 5 per anni ad un buon livello) altre per lavoro.

Torino per scelta. Ho svolto qui la specialistica in psicologia e me ne sono innamorato. Ricordo ancora quella domenica in cui, ormai stabili a Bolzano con la mia compagna palermitana, abbiamo visto credo un reel su Torino: magone.

Dopo tre anni di sacrifici tra cui due master e un lavoro a Milano siamo riusciti a tornare, mollando tutto per niente di certo – pensa che ho lasciato un lavoro fatto e finito come psicologo (a Bolzano sanità e terzo settore funzionano) per uno stage a Milano a 31 anni! Sono sempre stato uno che se nelle cose ci crede si entusiasma facilmente…3 anni in un monacale a Corsico con la mia compagna a Torino. Non facilissimo.

Ma era il nostro sogno tornare. E adesso siamo qui in tre.

2. Una domanda che faccio sempre: Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo delle Risorse Umane?

GM: Un’intuizione della mia compagna: al tempo lavoravo tanto con i ragazzi – comunità, progetti individualizzati, supplenze, sportello psicologico… Ero sempre in tuta.

Un giorno, tornando a casa mi fa: “Giù, non ti vedo felice. A te piace la sartoria napoletana e sei sempre in tuta. Perché non ti fai un master e te ne vai in azienda.” Un’epifania. E detto da lei mi è sembrato possibile…

Diciamo che mi aiuta a scoprirmi ogni giorno.

3. Ti seguo da tempo e penso di non essere l’unica a adorare quel mix di competenza, ironia ed empatia che lasci trasparire. Sei sempre stato così?

GM: Ci credi che mi stupisco sempre quanto ricevo apprezzamenti di questo tipo?

Intanto ti ringrazio; competente sicuramente no; frasi fatte a parte ci sono parti del mio lavoro che letteralmente adoro, come alzare il telefono e parlare con uno sconosciuto, dare un feedback, supportare. Se un’attività ti piace, ti prende, credo sia naturale sviluppare con l’esperienza una certa dose di competenza, ma credimi, ne devo mangiare ancora di pastasciutta!

Ironia ed empatia invece mi sento di dirti che mi hanno accompagnato da sempre, alternati a momenti anche abbastanza bui; Alida (N.d.A. la compagna) dice che faccio come i cavalli: mi dimentico del buono e vivo a pieno il momento no come se fosse sempre (stato) così. Come i cavalli perché mi viene lo sguardo vacuo. Credo che empatia e ironia siamo in qualche modo legate a questo aspetto.

4. Quali sono i must-have di un recruiter a tuo avviso?

GM: Ma sai, per come la vedo io, ogni lavoro va interpretato e soprattutto non puoi esimerti dall’essere la persona che sei, prima del professionista.

Io sono così sempre e la mia personalità si rispecchia nel lavoro. Probabilmente in un contesto altamente competitivo, focalizzato sul fatturato a scapito delle persone risulterei quanto meno inadatto.

Per risponderti: per quanto mi riguarda empatia, trasparenza e affidabilità sono la base; il punto vero però è trovare un contesto dove le tue personali competenze/valori siano non solo apprezzate, ma utili.

Ci sono recruiter con personalità, approcci e valori molto lontani da me che risultano benissimo in altri contesti.

5. Quali sono le più grandi difficoltà che trovi o hai trovato facendo selezioni multilingue? Quali sono invece i pregi di non comunicare solo in italiano?

GM: Banalmente, ci sono volte che qualche concetto ti sfugge, vuoi per la pronuncia, vuoi per la cultura di riferimento. Io chiedo sempre chiarimenti, senza timore di sembrare ignorante: si imparano un sacco di cose! Credo di aver risposto ad entrambe le domande…😅

Ah, sono convinto anche che “switchare” tra più lingue tenga allenato il cervello, anche se ogni tanto sembra di averlo messo dentro il frullatore…

6. Quanto conta avere una presenza online e curare il proprio personal branding sia lato recruiter che candidato?

GM: È la base del marketing: puoi anche essere il candidato migliore del mondo, ma se nessuno sa che esisti…

Ne parlavamo poco fa: io e te non ci siamo mai incontrati, eppure tu sei fatta un’idea abbastanza chiara di me grazie alla mia presenza qui. Oggi il contesto è questo; meglio o peggio non saprei. Io sono dell’idea che in generale è bene essere consapevoli, poi ognuno fa le sue scelte.

7. Che consiglio daresti al te sbarbatello pronto ad iniziare il suo primo lavoro?

GM: Mettici entusiasmo. Troppe volte ho avuto la conferma che fa la differenza…

8. Da cosa e da chi ti lasci ispirare?

GM: Dalla mia compagna- incontrarla è stata la fortuna più grande che abbia mai avuto, dalle passeggiate con la musica nelle cuffiette, dalle persone che osservo per ore seduto su una panchina, dal Valentino e da via Roma, dalla corsa, dalle culture nuove, dal mare, dalle storie.

Grazie Giuseppe per la condivisione. Ci vediamo in rete.  

Alla prossima intervista

Giada(‘s project)

microfono intervista hr giada's project

A tu per tu con i professionisti delle HR e non solo: Giada’s project

Giada’s project. Per ora è questo il nome che ho dato al progetto che voglio mettere in capo da qui alle prossime settimane. Di che cosa si tratta? Vorrei dar vita a una serie di brevi interviste ad esperti e professionisti delle Risorse Umane e non solo. Poi magari, sì, trovo un nome migliore, meno inglese, con meno ricordi al film The Adam project, ma per il momento va bene.

Da dove nasce l’idea

Ho sempre voluto creare qualcosa di mio, così come poter essere di aiuto agli altri. Non perché pensi di avere la realtà in tasca, ma perché quando ti senti utile e quando doni qualcosa agli altri, quello che ti torna è molto di più di quello che hai dato.

Come recitava la copertina del numero di giugno di DdP – Direzione del Personale

non è più il tempo di personalismi: il leader di oggi si mette a disposizione della collettività, favorisce la condivisione e sa fare un passo indietro, se necessario’.

Attualmente ho quasi terminato il Master in Gestione delle risorse umane ed organizzazione del lavoro presso l’Università degli studi di Udine e lavoro come HR Generalist presso il Gruppo Chiurlo, occupandomi oltre alla ricerca e selezione e supporto nella gestione del personale, anche di formazione, comunicazione interna ed employer branding.

L’ambito HR come quello della comunicazione e divulgazione mi appassionano molto, avendo anche avuto un passato nel marketing. Così ho pensato a come poter coniugare i due lati, con un tocco personale e creativo… Et voilà. Ecco che la bozza informe dietro a Giada’s project ha iniziato a prendere man mano forma.

Il perché di queste interviste in ambito HR e non solo

Ma qual è l’obiettivo di queste interviste? Il mio desiderio è quello di condividere qualche spunto per chi si affaccia al mondo delle risorse umane, vi opera già o ne è appassionato.

Punto a raccontarne la storia ed il percorso professionale delle diverse figure che intervisterò, conoscerne i differenti tipi di approccio, così da poter magari imparare dalle esperienze altrui e/o conoscere altre persone con le quali condividere un interesse, ma anche una passione.

Questo anche per mostrare che non tutti i percorsi sono lineari e per offrire punti di vista differenti.

Chi saranno le persone che andrò ad intervistare? Tante e varie. Da HR Manager, a esperti nel settore della formazione, a consulenti, a specialisti di grandi e piccole realtà, provenienti da settori differenti tra loro. La mia idea e speranza è quella di continuare nel tempo e di offrire delle possibilità di sinergia, condivisione e di aiuto a chi leggerà questi brevi scambi.

Ora basta parlare e iniziamo a scrivere. La prima intervista uscirà a breve.

Se avete qualche nominativo da suggerirmi ben venga, ditemelo pure! Se avete qualche commento, critica, suggerimento o curiosità, anche 😉

A presto Giada

serpente con topo in bocca

Come non farti mangiare dal mondo del lavoro

Sei alla ricerca di un lavoro oppure vorresti cambiare quello attuale? Vorresti dare una svolta alla tua carriera professionale in questo 2022? Inviare il tuo CV a chiunque come una mitraglia non è la migliore delle idee. Sì, certamente qualche risposta può arrivare, ma spesso finiscono per non essere allineate con quello che vorresti.

Non ho tutte le risposte e, probabilmente, nessuno le avrà mai. Vorrei solo condividere con te qualche attività da fare per migliorare la tua ricerca, agevolare il tuo percorso verso la prossima tappa lavorativa senza farti mangiare dal mercato e dal mondo del lavoro.

Allora partiamo!

Tieni aggiornato il tuo CV

Essere sul pezzo è importante. Quando ti candidi a un’offerta di lavoro o invii il tuo CV, fai attenzione al tuo curriculum. È essenziale che sia aggiornato all’ultima esperienza significativa. Evita di inviare una copia del 2017, perché da allora magari non ha più cambiato lavoro e hai lavorato sempre all’interno della stessa realtà, oppure con errori, un indirizzo sbagliato, il tuo numero di telefono vecchio oppure senza l’ultimo corso fatto. Potresti perdere un’opportunità. Qui trovi qualche suggerimento da cui prendere spunto per la scrittura del tuo CV.

Formati e resta aggiornato

Approfitta del tempo che hai a disposizione non soltanto inviando candidature, ma anche per formarti ed aumentare le tue conoscenze e competenze. Esistono moltissime piattaforme free e a pagamento per approfondire diverse tematiche. Qualche esempio? Coursera, Learnn, Carriere.it, Udemy, i corsi offerti da Google… Da un lato ti tieni aggiornato, dall’altro mostri voglia di fare ai selezionatori, qualità molto apprezzata.

Networking per trovare lavoro e non solo

Molte volte il lavoro (dicasi lo stesso per stage e tirocini) si trova tramite passaparola o grazie alle condivisioni di un post di qualcun altro. Cura la tua rete di relazioni, sia online e social es. LinkedIn, che offline. Potresti trovare l’occasione che fa al caso tuo, scoprire l’azienda giusta per te, leggere una notizia curiosa o venir a conoscenza di un’attività, evento, seminario da non perdere.

Capisci che lavoro vuoi fare e muoviti di conseguenza

Non sparare nel mucchio. Inutile candidarsi a un’offerta disallineata per mansione o località. Perderesti tempo tu e faresti perdere tempo a chi riceve la tua candidatura. Cerca invece di focalizzarti su quello che ti piace e che desidereresti fare da qui ai prossimi anni. Se non trovi offerte in quell’ambito, invia delle candidature spontanee, possibilmente corredate da una lettera motivazionale o di presentazione. Cosa scriverci dentro? Chi sei, cosa sai fare, perché ti candidi, cosa ti differenzia e cosa porteresti all’azienda se scegliessero te.

Attiva i job alert

Sfrutta i job alert per ricevere le ultime offerte collegate ad una data keyword o area geografica, restando così sempre aggiornato. Indeed, Linkedin e moltissime altre piattaforme lo fanno.

Segui le pagine delle aziende di tuo interesse

Sei interessato ad una data azienda o settore? Potrebbe essere una buonissima idea seguire le pagine social dedicate, sia per essere aggiornato sulle ultime novità, ma anche perché, molte volte, tra le varie notizie, ci sono anche post collegati a ricerche di lavoro attive, partecipazioni a fiere del lavoro e altro. Oltre a seguire i profili social, anche l’iscrizione alle newsletter è un’ottima idea.

Hai qualche altro consiglio?

Buona fortuna, buona ricerca e buon anno!

Alla prossima.

punti di domanda

Come scrivere un CV: attenzione a questi 5 punti

Scrivere il proprio CV non è sempre una passeggiata. A volte non sappiamo cosa dire, altre volte abbiamo fin troppo da scrivere e, se lo spazio finisce, è un problema. Tutte le esperienze sono importanti o solo alcune? Su quali competenze focalizzarsi? Le domande in merito al tema CV sono infinite.

Oggi vorrei focalizzare l’attenzione su 5 punti critici da tenere in considerazione quando ci si accinge a scrivere il proprio CV o anche solo ad aggiornarlo o aggiustarlo.

Pronto/a? Andiamo!

1. Il tuo CV è chiaro e facilmente leggibile?

Usa un carattere semplice e professionale, evita cose troppo azzardate (magari se sei grafico o in altri lavori viene apprezzata la creatività e conta molto di più il portfolio del CV, in altri casi invece è meglio optare per un font neutro e pulito). Occhio anche alla grafica, soprattutto ora che si tende spesso a personalizzare il proprio CV con Canva e strumenti simili, fai attenzione ai colori utilizzati, ai contrasti (es. scrivere in rosso su uno sfondo verde non è proprio la migliore delle idee), alla struttura nel suo complesso, se troppo complicata o ricca di dettagli appesantisce il tutto e rende più difficile la comprensione. Ricordati che il troppo stroppia e affatica.

2. Occhio ai refusi

Errare è umano, ci mancherebbe. Però è sempre meglio rileggere il proprio CV prima di inviarlo o caricarlo su qualche piattaforma. Affermare di essere attento/a ai dettagli e lasciare vari refusi lungo il testo non gioca a tuo vantaggio. Purtroppo spesso l’occhio cade proprio sullo sbaglio o sulla mancanza.

Ti consiglio quindi di rileggerlo, magari dopo esserti staccato dallo schermo per un po’ oppure stampandone una copia. Se puoi, fallo leggere a una persona esterna che non l’ha mai visto, certamente ai suoi occhi appariranno cose non più visibili ai tuoi, ormai assuefatti.

3. Rinomina il tuo CV in modo semplice e chiaro

MioCV, ultima modifica, file 0001, copia di copia cv mio, ecc. possono essere parlanti per noi, per chi riceve un file del genere un po’ meno. Mantieni le cose semplici ed evita di creare confusione: rinomina il file in un modo chiaro, per evitare fraintendimenti. Qualche esempio? CV Nome Cognome, Curriculum Vitae Nome Cognome, CV N. Cognome.

4. Inserisci una foto professionale

La foto nel CV non è obbligatoria anche se è data per scontata e spesso viene richiesta. Una immagine del candidato/a aiuta la memoria visiva, è molto più facile infatti ricordarsi di un volto o associare un profilo a una foto. Attenzione però a che foto usi. Pensa sempre che deve rappresentare il/la professionista che sei. Quindi duck face, foto alla sagra della birra, con occhiali da sole, sfondi ambigui, teste mozzate è meglio usarli altrove e non sul CV.

5. Sii breve. Il CV non è la tua autobiografia.

Evita i muri di testo, non stai scrivendo il libro della tua vita o la Divina Commedia 4.0. Sii sintetico/a, focalizzati sui dettagli principali, senza diventare prolisso/a. A nessuno piacciono i CV di 12 pagine e si corre il rischio di perdere dati invece essenziali. Aiutati con elenchi puntati e magari evidenzia i termini chiave.

Di consigli ce ne potrebbero essere ancora tanti, ma non è mia intenzione annoiarti troppo. Avendo fatto alcuni di questi e altri errori e trovandomi a fare uno screening dei CV, vorrei solo condividere la mia esperienza con te, sperando ti torni utile.

Hai altri suggerimenti per un CV efficace?

Fammi sapere la tua esperienza ed eventualmente contattami per un CV check.

Fabiana Andreani Fabiana Manager Career Tips

Perché seguire Fabiana Manager e i suoi career tips

Fabiana Manager aka Fabiana Andreani è una delle poche influencer che seguo, ma che soprattutto mi sento di consigliarti. Esperta di formazione e sviluppo di carriera con oltre 10 anni di lavoro in aziende, Università e Business School. Una professionista del suo settore con due marce in più:

  • 1. tantissima passione per quello che fa
  • 2. spirito non convenzionale, comunicazione 2.0 sui social, capelli fucsia che adoro.
Fabia Manager selfie


Anni liquidi e veloci quelli in cui viviamo, anni molto particolari anche per il mondo del lavoro, tra social, digital nomads, Smart working, mille possibili tipologie di contratti e tante nuove professioni. Districarsi non è proprio un gioco da ragazzi, ma la zia Fabiana fa il possibile per aiutare i giovani e non solo loro.

Perché mi piace così tanto e spesso entro su Instagram solo per vedere se ha pubblicato una nuova storia? Provo a raccontartelo qui di seguito e, secondo me, alla fine vorrai seguirla pure tu.

Career tips per under 35

Fabiana si rivolge soprattutto a un pubblico under 35, fornendo preziosi consigli in ambito formativo e professionale. Aiuta a risolvere problemi, a dipanare dubbi, paure e perplessità di chi si trova alle prese con la scelta dell’Università, di un Master, di chi vorrebbe cambiare percorso lavorativo, di chi desidera reinventarsi o di chi è alle prime armi e non sa come muoversi.

Tips utili, utili e utili, perché non esiste un manuale di istruzione per costruire il proprio futuro, ma si può solo cercare, studiare, impegnarsi, lavorare e soprattutto non arrendersi.

Formato fresco, rapido e accattivante

A volte il mondo del lavoro e la comunicazione HR e aziendale sembrano antiquati, statici e con un leggero strato di polvere in superficie. Non mi piace generalizzare, ci sono anche molti casi virtuosi. Ultimamente, infatti, le cose stanno lentamente cambiando e capita di trovare chi, oltre ad avere esperienza e professionalità da vendere, sa anche come approcciarsi e come comunicare.

Un esempio? Ça va sans dire… Fabiana Manger !

Parla in modo meno convenzionale, più diretto e accattivante sui social. Perché se vuoi parlare a una certa nicchia, devi anche sapere dove trovarla.

Qualche numero di @fabianamanager? +150k follower su TikTok e +100k su IG, non male eh?

Genuinità e professionalità

Professionista, mamma, donna, influencer, fuori dagli schemi, esperta, frizzante… Fabiana è tutto questo e molto altro.

Mi piace molto leggerla ed ascoltarla perché sa infondere una carica positiva, oltre a far sentire compresa ogni persona. Troppo spesso, di fronte ad alcune offerte di lavoro, capita di sentirsi inadeguati, fallati, sempre con qualcosa fuori posto. Fabiana invece racconta ciò che è realmente, ovvero è normale cambiare, voler crescere, provare qualcosa e accorgersi che non fa per noi. Un cambiamento, lavorativo, universitario, personale, ecc., non è da vedersi come un fallimento, ma come una presa di consapevolezza e poi, come spesso dice, si è sempre in tempo a riassestare il tiro.

Sul suo profilo LinkedIn c’è una frase che mi ha sempre colpita molto

“Il tuo futuro è ancora da scrivere”

…e sì, credo che ci siano ancora molte parole da dire e storie da raccontare.

Se non segui ancora Fabiana, ti consiglio di recuperare 😉

Fammi sapere che ne pensi e se hai qualche altro profilo da consigliare.

Alla prossima.

stretta di mano the banker film

Che film guardiamo stasera? The Banker

The Banker, anno 2020, è un film basato sulla storia vera di due imprenditori afroamericani nell’America razzista di metà anni Cinquanta.

Ho visto ieri sera questo film e la sua trama, un bel mix di genialità, lotta al razzismo, esclusione, forza, e il suo protagonista, un uomo afroamericano, sognatore ed esperto di finanza e con un grande spirito imprenditoriale, mi hanno tenuta incollata fino all’ultimo.

La trama di The Banker in breve

La storia, basata su fatti realmente accaduti, parla di due abili e tenaci imprenditori afroamericani, Bernard Garrett, originario del Texas, paese fortemente razzista negli anni Cinquanta, e del suo socio Joe Morris, i primi due banchieri neri degli USA. Il tutto è ambientato negli anni Cinquanta, un periodo molto segnato dal razzismo e da forti divisione e pregiudizi tra bianchi e neri. Per ovviare queste problematiche, decidono di assumere un bianco come facciata della loro azienda e per l’acquisto di immobili, mentre loro continueranno a lavorare dietro le quinte.  

stretta di mano the banker film

Si spingono oltre, acquistando ben due banche in Texas, per aiutare i cittadini neri a ottenere prestiti, cosa fino ad allora impossibile. I fatti poi si complicano…. Ma non voglio svelarti troppo.

Frase più carica di The Banker

La frase che mi è piaciuta di più del film è stata questa

“I tuoi soldi sono verdi è l’unico colore che mi interessa!”

La risposta data dal ragazzo bianco, Matt Steiner, quando gli fu chiesto se sarebbe stato un problema per lui lavorare per due neri.

Perché vederlo

Per conoscere parti di storia non troppo lontane e probabilmente poco approfondite. Oltre a questo, perché The Banker è capace di farti ragionare. Al termine del film mi sono fermata qualche attimo a pensare che ancora oggi, a ben più 60 anni di distanza, con senza dubbio molti risultati raggiunti, essere nero/donna/ecc. a volte è ancora un problema.

Un altro perché? Nel cast c’è Samuel L. Jackson, attore che mi fa piacere ogni film in cui recita.

Perché guardare i film

Sono una cinefila, amo passare qualche serata a guardare film di vario tipo, possibilmente in lingua originale, così mi tengo allenata. Oltre a passare il tempo, per me i film sono fonte di ispirazione, di apprendimento, di condivisione. Un film, se fatto bene, ma ogni tanto anche se fatto male, sa farti pensare e mettere in discussione.  

Se non l’hai visto te lo consiglio. Se l’hai visto, fammi sapere se ti è piaciuto o meno.

risparmionetto sconti fino al 70% due persone felici immagini sito e varie offerte

Risparmionetto, offerte a portata di click

Conosci Risparmionetto? Se non lo conosci, beh, dovresti 😉 Ti consiglio di continuare a leggere.

Risparmionetto è un sito Web / e-commerce dove acquistare coupon usufruibili in Friuli-Venezia Giulia e dintorni. Gli sconti sono di vario tipo e di varia natura, da ristoranti, a visite specialistiche, ad attività sportive, a offerte per il benessere e la cura del corpo, a viaggi… Se conosci già Groupon, ti sarà più facile capire di cosa sto parlando (anche se personalmente preferisco Risparmionetto e non mi pagano per dirlo 😉).

Da dove nasce Risparmionetto

Risparmionetto nasce nel 2012 e da allora non ha fatto che crescere ed aumentare la sua offerta. L’idea parte dalla voglia di offrire a chi acquista la possibilità di provare per la prima volta un prodotto/servizio nuovo da un lato e di dare alle aziende la possibilità di raggiungere nuovi clienti e di farsi conoscere dall’altro, aspetto molto importante soprattutto per le piccole aziende e/o per le nuove realtà.

Risparmionetto: un’emozione a portata di mano (e di click)

Su sito di Risparmionetto è appunto possibile trovare ogni giorno nuove offerte e proposte con sconti fino al 70%. Il team si occupa di garantire la veridicità di queste proposte e la qualità dei servizi offerti, seppur in promozione.

risparmionetto sconti fino al 70% due persone felici immagini sito e varie offerte

Come funziona? Semplice. Basta andare sul sito o sull’app di Risparmionetto e scegliere (questa è la parte più difficile visto l’ampio ventaglio di offerte proposte) il o i coupon che più ti interessano. Una volta acquistato, mettiti in contatto con la struttura per prenotare e il gioco è fatto.

In ogni offerta sono ben specificate le modalità di utilizzo del coupon, cosa è compreso e cosa non è compreso, le tempistiche ecc. Vuoi leggere qualche parere di chi ha già vissuto una specifica esperienza? Dai uno sguardo alle recensioni per convincerti e avere una visione più ampia dell’offerta in questione.

Altra cosa? I coupon possono trasformarsi anche in una originale e comoda idea regalo.

Attenzione: per usufruire dei coupon è necessario essere nuovi clienti della struttura / azienda in questione.

Risparmionetto: la mia esperienza con i coupon

Sono ormai vari anni che mi affido a Risparmionetto. Ti confesso di aver provato un po’ di tutto. Cene e pranzi, offerte di estetiste e parrucchiere, massaggi, soggiorni in B&B… Alcune volte sono stata piacevolmente sorpresa e tutt’ora mi appoggio ad alcune strutture, altre volte un po’ meno, ma ti posso assicurare che è un sito che mi sento di consigliarti (approvato da zia G.).

Come si può leggere sul sito di Risparmionetto, le parole chiave che contraddistinguono questa realtà sono “Anima Locale, cura del cliente e dell’esercente, coinvolgimento diretto della community nella scelta delle offerte, aiuto agli esercente per ottimizzare l’effetto pubblicitario” e ti dirò cha dal lato cliente, mi sono sempre trovata bene e ascoltata. Durante il famoso lockdown 2020 avevo dei coupon in scadenza, la cui durata è stata prontamente allungata (cosa purtroppo non successa per un altro servizio acquistato da un altro portale di attività outdoor che mi ha lasciato molto scontenta, visto che era anche un regalo… ahi ahi ahi).  

E quindi che altro dire? Vai, provalo e fammi sapere com’è andata.

scrittura pin elementi cartoleria perchè ho aperto il mio blog

Ecco perché ho aperto il mio blog

Perché aprire un blog, quando il mondo ne è pieno e ci sono tantissime voci più esperte e conosciute della mia? Il tutto è nato dalla semplice idea di crearmi un sito portfolio mono pagina, dove indicare le mie esperienze lavorative, formazione e annessi e connessi.

E sito sia. Dopo qualche tempo di lavoro e gentile supporto dal mio master IT di fiducia il mio sitino era pronto. Ottimo, era quello che volevo. Magari il risultato finale non era una bellezza rara, ma era una discreta base per iniziare.

Migliorare il mondo un millimetro alla volta e aiutare gli altri, condividendo ciò che trovo di utile tutt’attorno a me.

Come spesso accade, l’appetito vien mangiando. Da cosa nasce cosa e così, ho deciso di raggruppare tutti i piccoli frammenti di testo e consigli sparsi in un luogo unico. Da lì è nata l’idea di affiancare al sito un blog.

I miei perché dietro al mio blog (e alla mia vita)

O la mia mission 😉

Migliorare il mondo un millimetro alla volta e aiutare, anche di poco o pochissimo, la vita altrui.

Sia online che offline, porto avanti questa mission. In concreto, nel mio blog – come altrove – condivido quello che ho trovato utile e mi ha aiutata nel mio percorso fino a qua, oltre a raccontare storie uniche. Condivido spunti utili per aiutare e ispirare chi legge. Da strumenti di grafica, a tool, a consigli di lettura, a rubriche e newsletter per restare aggiornati, tanto per fare qualche esempio.

Prima di migliorare il mondo, migliora te stesso/a

Lungi da me, pensare di non lavorare su me stessa. Il lavoro su me stessa è una costante, giorno dopo giorno, e anno dopo anno. Il mio obiettivo nasce da un desiderio di condivisione.

Perché non condividere con gli altri quello che su di me ha funzionato? Perché non offrire qualche chiave di lettura diversa, o qualche semplice elemento che mi ha migliorato la vita o il lavoro?

Magari per alcuni/e sarà superfluo o addirittura inutile, mentre per altri/e sarà un buono spunto, o un input per poi proseguire.

donna bionda con penna scrittrice

Storie al gusto di unicità

Oltre a condividere elementi che profumano di utilità, capaci di aiutare e stimolare, amo anche parlare di unicità.

Raccontare l’unicità che c’è dietro ogni persona, progetto, realtà, perché siamo tutti/e differenti e portatori di sane differenze, meraviglie ed imperfezioni.

Storie personali, storie del mondo, storie di persone, servizi, aziende e realtà di vario tipo. Successi e fallimenti. Per motivare, ispirare e spingere a una più grande accettazione di ciò che è diverso da noi e della nostra routine.

Un blog per fare pratica

Un altro motivo che mi ha spinta a inaugurare il mio piccolo blog, è la voglia e necessità di fare esperienza.

Non sempre è possibile fare esperienza e trovare qualche posto dove ti diano la possibilità di farla. Così perché non farsela, almeno in minima parte da sé?

Aprire un proprio canale YouTube, una pagina, un blog, creare contenuti, attuare delle collaborazioni, ecc. aiuta a capire come muoversi, a provare, a testare.

scrittura pin elementi cartoleria perchè ho aperto il mio blog

Prima o poi una possibilità arriverà, ma intanto è meglio non trovarsi impreparati e aver mosso quale passo. Che dici?

Spero con tutto il cuore di non annoiarti. Spero altrettanto di riuscire nel mio intento, un millimetro alla volta, con il mio piccolo blog.

Sapere di aver aiutato o consigliato anche solo una persona, sarebbe un successo. Sono ben conscia che non è possibile aiutare tutti, nè che si può aiutare chi non vuole farsi aiutare.

Non siamo per tutti e forse è un bene, ma se tutti/e facessimo qualcosa di buono, anche impercettibile, credo che il mondo potrebbe essere un posto migliore.

Se vuoi parlarne, sono qua 🙂